“My name’s John Ford. I make Westerns.”

That’s one of the most famous quote by John Ford; but the best part is what he said after that.

Was a dark time; U.S. were in full McCartyism mode, and the night Ford said that famous quote he was attending a meeting of the Directors Guild of America, the meeting was held as consequence of a whispering campaign conducted against Joseph L. Mankiewicz, then President of the Guild. Alleging Mankiewicz had communist sympathies a faction of the Guild led by Cecil B. DeMille had tried to make it mandatory for every member, at the close of every film he directed, to file with the Guild a report on whatever he had been able to find out about the political convictions of everyone connected with the film, particularly writers and actors. These reports would have been available at the Guild for all directors to be able to check the “loyalty” of those who wanted jobs.

DeMille’s faction spoke for four hours until Ford spoke against DeMille and proposed a vote of confidence in Mankiewicz, which was passed. Ford words were recorded by a court stenographer:

“My name’s John Ford. I make Westerns. I don’t think there’s anyone in this room who knows more about what the American public wants than Cecil B. DeMille — and he certainly knows how to give it to them…. [looking at DeMille] But I don’t like you, C.B. I don’t like what you stand for and I don’t like what you’ve been saying here tonight.”

I am watching the fantastic documentary “Directed by John Ford”, and I suggest anyone who loves movies to watch it too.

La sinistra non c’è più

Giampaolo Pansa ci comunica che lui non è più di sinistra. Sottolinea non ha torto come, non essendoci più un partito di sinistra in Italia, difficile è collocarsi (tra sinistra e destra).

Dice anche altre cose giuste, ma a me ha indotto un’altra riflessione. Io sono di sinistra, mi ci sento proprio di sinistra. E penso che lo sconfortante spettacolo di questo governo, ed il disastroso spettacolo del precedente, abbia ricevuto la sua sublimazione con gli ultimi (in tutti i sensi) congressi di PDS e Margherita.

Bene, in Italia non ci sono più partiti di sinistra. Ma ci sono ancora elettori di sinistra. Il problema per loro è trovare dei politici di sinistra.

Ezio Mauro sulle pagine di repubblica aveva affrontato lo stesso medesimo argomento, da intellettuale qual’è l’aveva fatto con una arguzia a cui è difficile non cedere, eppure mi chiedo se veramente lui creda che il nostro sistema politico ha qualche possibilità di ravvedersi.

Io nutro molti dubbi. Gli eventi delle ultime settimane, mi riferisco alla crisi dei rifiuti a Napoli e soprattutto le sue cause non possono che farmi sprofondare in profondo pessimismo.

Ecco allora che mi sono sorpreso nel leggere con la solita ammirazione le parole di Mario Pirani (purtroppo nessuno ha avuto ancora la pazienza di compilare una sua biografia su wikipedia) è riuscito a trasmettermi un po’ della sua sana pacata costruttiva incazzatura.

Chiudo con un motto, “Renato Soru for President”, parla come mangia ma è un tipo in gamba. Quindici anni fa “Cuore” pubblicava gli adesivi “Tina Anselmi for president“, e per tutta risposta alle prime elezioni con l’uninominale la DC diede il suo collegio elettorale a Antonio Gava poco dopo processato per associazione mafiosa così da assicurare al poco di buono il posto in parlamento e mandare quella onesta in pensione. Questa volta speriamo risultati migliori.