back to all posts

The Molly Maguires

Published in life, movies by max.favilli, 04/11/2005 (edited on 27/11/2014 ) 0


Ho rivisto “The Molly Maguires” pensando agli scontri sociali in corso in questi giorni in Francia.
Quello che mi piace nei film di Martin Ritt, è la sua ferma convinzione che da una storia c’è sempre qualcosa da imparare.
“The Molly Maguires” è un film violento, anche se forse non così tanto secondo gli standard di oggi; quello di cui parla è la contrapposizione e lo scontro tra classi sociali, parla di ribellione, del tentativo estremo di far valere i propri diritti quando si è oppressi, schiacciati tra il disperato tentativo di raggiungere quelle aspirazioni che percepiamo come legittime ed i limiti imposti da un sistema con il quale non c’è dialogo possibile, perchè il suo unico intento è quello di mantenerci immobili sul quel gradino della scala sociale sul quale ci ha collocato.

Non ci sono eroi in The Molly Maguires, ci sono solo persone che disperatamente cercano di conquistare qualcosa, e nel farlo si scontrano tra di loro, Ritt non è impietoso con tutti, non sono stereotipati nessuno dei personaggi, siano essi traditori, assassini, terroristi o ricchi possidenti.

Cento anni prima dei fatti raccontati in The Molly Maguires, 1776 contro 1876, Thomas Jefferson scriveva nella dichiarazione di indipendenza:

“Ogni esperienza ha mostrato che l’umanità e più disposta a sopportare, quando i suoi mali sono sopportabili, che non a difendersi abolendo le forme alle quali sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e usurpazioni, che perseguono invariabilmente il medesimo obiettivo, manifesta il disegno di ridurli sotto un assoluto Dispotismo, è loro diritto, è loro dovere rovesciare un simile Governo.”

The Molly Maguires ci ricorda che un diritto inalienabile dell’uomo è il diritto alla ribellione; e che grava sulle spalle di chi si ribella la responsabilità della propria scelta.

Non sono così ingenuo da credere che le miniere di carbone di fine ottocento equivalgano alle Banlieue parigine, e neppure sono così incoscente da giustificare o promuovere la violenza. Ma questo è ciò che accade quando si sacrificano davanti all’altare dei propri interessi le opportunità di dialogare e capire.

Join the discussion

OR
{{newComment.error.msg}}

Comments

No comments yet! Be the first to comment!