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’tis

Published in books by max.favilli, 26/11/2005 (edited on 27/11/2014 ) 0


Qualche anno fa in estate trovai un libro che mi ispirava, iniziai a leggerlo e lo trovai da subito meraviglioso, mi appassionava, mi stupiva, e non riuscivo a smettere di leggerlo.
Trovavo semplicemente incredibile come nonostate le tragedie inenarrabili a cui il protagonista veniva sottoposto, la disgrazia della sua famiglia, la perdita degli affetti più cari, la povertà e la disperazione che faceva da sfondo alle vicende che narrava; che nonostate tutto ciò riuscisse a farmi sorridere ad ogni pagina con una poesia, una ironia, ed una gioia di vivere, semplicemente stupenda.
Era estate e me lo portavo in spiaggia, lo leggevo disteso a prendere il sole tra una nuotata e l’altra, e ne godevo ad ogno paragrafo.
Una ragazza molto carina distesa vicino a me, e che non avevo neppure notato, mi si rivolse e mi disse… “Ah… Quel libro… Ma stai leggendo quel libro?”, credo di ricordare che semplicemente annuii, sorpreso, e colto da una piacevole elettrica sensazione… Si, i libri, questi meravigliosi oggetti di carta che ti permettono di imparare così tante cose, e che… Cavolo… Ti permettono anche di attaccare bottone con una bella ragazza.
E lei aggiunse: “Ma come fai a leggerlo? E’ un libro tristissimo… Ci sono solo tragedie…”
Credo di ricordare che le dissi semplicemente che per me era bello. E mi rabbuiai in volto, perchè sapevo che non sarei potuto andare avanti in quella conversazione, non riesco a parlare con qualcuno che non comprende:

“Le ceneri di Angela”, di Frank McCourt.

Quando lo finii di leggere ero così entusiasta del torrente di parole di McCourt, di quel ottimismo e di quel buon umore che mi aveva trasmesso, che cercai di scoprire quanto più potevo di lui. “Angela’s ashes”, era il suo primo libro, e gli era valso il premio Pulitzer, comprai subito “Tis”, il suo secondo libro, ma non lo iniziai… Ero timoroso di scoprirlo diverso dal primo, o troppo uguale, di scoprire che la sua narrativa non era più così originale per me… O comunque che in qualche modo mi deludesse… Credo che “Tis” abbia passato almeno 3 anni su di uno scafale in casa mia, prima che la settimana scorsa, d’impulso, lo afferrassi convinto. Sentivo che era venuto il momento e che non potevo aspettare oltre prima di scoprire la verità.
Arrivato a pagina 6 ho alzato lo sguardo dal libro, e mi sono detto… “Max… Che idiota che sei…”

“Tis – Che paese è l’america.”, di Frank McCourt, Adelphi, 8 euro.

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